21 marzo, 2012

I tempi dell'amore

È vero, noi siamo il nostro passato e, come riflettevamo nel post "Amare vuol dire raccontare", è proprio a partire dalla condivisione del racconto del passato che si aprono le danze dell'amore e, sulla musica dei ricordi più personali, si rotea, insieme, sempre più in fondo... sempre più in fondo, fino al punto in cui i miei "ho fatto" quasi si con-fondono coi tuoi "ho detto" (e viceversa), fino al punto in cui le immagini di quello strano essere che siamo, quel bellissimo mostro a due teste che chiamiamo "noi", le fotografie (reali o mnemoniche) di me e di te insieme, cominciano a prendere il sopravvento nell'album delle nostre vite.

È il tempo in cui, forse non a caso, anche il supporto biochimico che sollecita l'amore (vedi il post "Ti amo... da lontano") comincia ad attenuarsi. Insomma, è il tempo di correre ai ripari o, quantomeno, di non accontentarsi di quello che l'amore sembra darci in modo naturale e spontaneo, è il tempo, insomma, di iniziare a giocare consapevolmente al gioco dell'amore, perché la crisi può essere in agguato.

Non si può, infatti, amare al passato, se non di un amore immobile e nostalgico, a volte addirittura patologico. Certo, i ricordi sono importanti, sono le fondamenta dell'amore, ma l'amore, quello vero, abita altri piani della casa e non accetta, se non pagandone un prezzo altissimo, di starsene in cantina a contemplare portfogli polverosi, rimembrando quant'era bello vivere in terrazza, affacciato al cielo.

E poi, cosa importa quanto eravamo felici in quella foto lì, se oggi non riusciamo nemmeno a sorridere guardandoci in faccia o, peggio, fingiamo di sorridere?

L'amore vuole vivere al gerundio e, al contempo, ha bisogno di pensarsi al futuro ma, soprattutto, pretende di essere sempre rappresentato in quel tempo che non c'è, quel tempo che si consuma nel momento stesso in cui si genera: il presente, ossia il tempo della passione, del desiderio che sopravvivere se, ad ogni sua consunzione, si avvicenda un nuovo desiderio: "Besame, besame mucho como si fuera ésta noche la última vez. Besame, besame mucho [...]".

La mission degli odierni amori che, a guardare le statistiche, sembrerebbe quasi impossilble, sta proprio nel tentare di far convivere armonicamente e adeguatamente queste coniugazioni temporali. Di questi tempi dell'amore ci occuperemo, dunque, nei prossimi post.

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